L’analisi dell’ocratossina A (OTA) nel vino rappresenta uno dei controlli più importanti nell’ambito della sicurezza alimentare e della qualità enologica. L’ocratossina A è una micotossina prodotta da alcune specie di muffe appartenenti principalmente ai generi Aspergillus e Penicillium, in grado di contaminare l’uva prima della vendemmia e, di conseguenza, trasferirsi nei mosti e nei vini.
Poiché l’ocratossina A è classificata come contaminante alimentare potenzialmente pericoloso per la salute umana, la sua determinazione analitica è oggetto di specifiche normative europee e internazionali. Le aziende vitivinicole che esportano verso mercati esteri o che operano secondo elevati standard qualitativi effettuano regolarmente controlli mirati per garantire la conformità dei propri prodotti.
L’ocratossina A è una micotossina naturale prodotta da alcune muffe che possono svilupparsi sull’uva in particolari condizioni ambientali.
Le specie maggiormente coinvolte sono:
La contaminazione avviene prevalentemente in vigneto, soprattutto in presenza di:
Una volta prodotta, l’ocratossina può permanere durante l’intero processo di vinificazione.
L’interesse scientifico verso l’ocratossina A deriva dai suoi possibili effetti tossicologici.
Numerosi studi hanno evidenziato proprietà:
Per questo motivo l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e numerosi organismi internazionali monitorano attentamente la presenza di OTA negli alimenti e nelle bevande.
L’analisi periodica consente di verificare il rispetto dei limiti normativi e di proteggere il consumatore finale.
La contaminazione può svilupparsi già in campo durante la fase di maturazione.
Le aziende che monitorano il rischio microbiologico in vigneto riducono significativamente la probabilità di contaminazione.
L’incidenza dell’OTA può variare in funzione della tipologia di vino.
I vini rossi risultano generalmente più esposti poiché la macerazione prolungata favorisce il trasferimento dell’ocratossina dalle bucce al mosto.
Le uve destinate all’appassimento possono presentare un rischio maggiore a causa della concentrazione delle sostanze presenti negli acini.
Alcuni vini liquorosi e da dessert richiedono monitoraggi particolarmente accurati.
Generalmente presentano livelli inferiori grazie alla ridotta macerazione con le bucce.
L’Unione Europea stabilisce limiti rigorosi per la presenza di OTA nei prodotti vitivinicoli.
L’attuale normativa prevede un limite massimo di:
2 µg/kg (2 ppb) per vini e prodotti vitivinicoli destinati al consumo umano.
Il rispetto di questo parametro è fondamentale per:
Le aziende che esportano verso mercati esteri spesso adottano limiti interni ancora più restrittivi.
L’analisi può essere eseguita direttamente sulle uve prima della vinificazione per valutare il rischio iniziale.
L’analisi del mosto consente di verificare l’effettivo trasferimento della tossina durante le prime fasi di lavorazione.
Rappresenta il momento più frequente per l’esecuzione del test.
Le verifiche vengono effettuate:
La cromatografia liquida ad alte prestazioni (HPLC-FLD) rappresenta uno dei metodi più utilizzati.
La cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa tandem costituisce oggi il metodo di riferimento per i laboratori ad alta specializzazione.
Utilizzati principalmente per controlli preliminari.
Consentono:
L’esportazione verso mercati internazionali richiede spesso documentazione analitica dettagliata.
Molti importatori richiedono certificati che attestino:
I controlli sull’ocratossina rappresentano frequentemente uno dei requisiti richiesti per l’accesso ai mercati esteri.
Favorire l’aerazione dei grappoli riduce lo sviluppo delle muffe.
La prevenzione delle lesioni agli acini limita la colonizzazione fungina.
Evitare surmaturazioni eccessive diminuisce il rischio di contaminazione.
L’eliminazione dei grappoli danneggiati rappresenta una misura preventiva fondamentale.
Una corretta gestione del processo limita l’evoluzione della contaminazione.
Alcuni trattamenti possono contribuire alla riduzione dei livelli di OTA.
L’analisi dell’ocratossina richiede:
Un laboratorio specializzato è in grado di fornire:
È una micotossina prodotta da alcune muffe che possono contaminare l’uva e trasferirsi nei prodotti vitivinicoli.
Attualmente il limite europeo è fissato a 2 µg/kg per vini e prodotti vitivinicoli.
Prima dell’imbottigliamento, prima dell’export e ogni volta che vi siano fattori di rischio in vigneto.
Sì, generalmente la macerazione delle bucce favorisce un maggiore trasferimento dell’ocratossina rispetto ai vini bianchi.
La tecnologia LC-MS/MS rappresenta oggi il metodo più sensibile e specifico per la determinazione dell’ocratossina A.
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